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ìlla scala
LA PROfi DI U.\' OPI.R\ 8EKÌA
MELODrAMMA GIOCOSO
t&. PROVA
DI ra'OPEUA SEUIA
MELODRAMMA GIOCOSO
DA RAPPRESENTARSI
Nell^Imp. Regio Teatro alla Scala
IL CARNEVALE 1846-47.
TIPOGRAFIA VALENTINI E C.
Cont. de' Borromei, N. 2848.
PEKSONékGGi
C0g*aila ToB»t©i*aaia ^ prima donna
por r opera seria Ai^'GKi ELEi^'A
Cantante di Camera di S. M l. e R. A.
l<edC'a*le® Iti ©a^sl lolite, primo tenore CaLZOLARf Einrico
Vl®IsiifiÉ€5 Pescèfls*ella ^ seconda ' uui.r ^
donna Ruggerì T eh'ì^sà
Csesis^imoBae^ maestro e compositore
di musica IIoyììru Agostino
Posi €i*iIIeÉt© Fii^tieei;, poeta ed
autore del dramma serio Soares Cesare
fa^^tidt® ffHvelIa 9 impresario Bkrim ,4G0stiìXO
ffli^cfiiett© , sug-geritore, copista e
capò dei coristi Marconi Napoleone
PSppetìo, contadino Redaelli Giacomo
Ch^cclstaaìl ^ sua sposa Gandaglia Amalia
Contadini d'ambo ì sessi - Còristi - Mctcchinisti - ecc./ecc.
La scena sì fìnge in un teatro non ancor finito di Lisbona
e parte in vn attigua campagna.
Musica del maestro sig-nor Francesco Gnecco.
Le scene deir Opera per quelle d' architettura sono inven-
tate e dirette dal signor Merlo Alessandro ; e quelle di pae-
saggio inventate e dipinte dal signor Merlo medesimo.
ATTOÌil
Maestro al Cembalo: Sig. Panìzza Giacomo.
Altro Maestro in sostituzione al Sig. Panizza: Sig. Dajetti Gio.
Primo Violino^ Capo c Direttore d' orchestra : Sig. Cattali ini Eug,
Altro primo Violino in sostituzione &] Sig. Cavallini
Signor Ferrara Bernardo.
Capi dei secondi Violini a vicenda
Signori Buccinelli Giacomo — Rossi Giuseppe,
Primo Violino per i Balli : Signor Montanari Gaetano.
Altro primo Violino in sostituz. al sig. Montanari: sig. Somaschi B.
Primo Violoncello al Cembalo : Sig. Meritili Vincenzo,
Altro primo Violoncello in sostituzione al sig. Merighi
Sig. Triiffi Isidoro.
Primo Contrabbasso al Cembalo: Sig. Luigi Eossi.
Altro primo Contrab. in sostituz. al sig. Rossi sig. Manzoni G.
Prime Viole : Signori Tassistro Pietro e Maino Carlo.
Primi Clarinetti
Per r Opera: Sig. Cavallini Ernesto - pel Ballo: Sig. Piana Gru,
Primi Oboe a perfetta vicenda: Sig.i Fuon Carlo — Duelli Gio, i
Primi Flauti
PerTOpera: Sig. Baioni Giù. -pei Ballo: Sig. Marcora Fil»pp9
Primo Fagotto: Sig. Canili Antonio
Primi Corni da caccia
Sig, Martini E^>ergete. Sig. languìller Marce,
Prima tromba: Sig. Araldi Giuseppe
Arpa: Sig. a Ripamonti Virginia,
Maestro Istruttore dei Cori
Signor Cattaneo Antonio.
Editore della Musica
sig. Giomnni Bicordi.
Suggeritore: Sig. Giuseppe Grolli.
Vestiarista Proprietario: Sig. Pietro Ro^aglia e Comp,
Direttore della Sartoria: Sig. Colombo Gioc, socio nella ditta.
Guardarobiere Sig. Antonio Felisi, socio nella ditta.
Capi Sarti :
da uomo, Sig. Zamperoni Luigi, da donna, Sig. Paolo Vetonesi
Borreltonaro: Signor Zamperoni Luigi.
Fiorista e Piumista: Signora Giuseppa RohLa.
Attrezzista Proprietaria : sig. Croce Gaetano
Inventore e direttore dei Macchinismo sig. Honchi Giuseppe,
Parrucchiere: Signor Venegoni Eugenio.
Direttore deli' illuminazione: Sig. Caregnani Giovanni.
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Sala nel ridotto del Teatro.
Un cembalo, un tavolino con calamaro e sedie.
FISCHIETTO e tutti i COllISTI che provano la musica
indi DON GRILLETTO.
Fis. Sii^ da bravi^ giovinotti ,
Quelle note ben marcate:
State attenti , non mi fate
Tante volte replicar. (Fis. va al cembalo)
Coro Viva il valor delibarmi ^
Viva il guerriero invitto,
Che del nemico,,,
Fis'. Zitto :
Che diavolo mai fate|!
Voi sempre qua sbagliate^
6
Atto
Fili bel matto ori naie
Di costui non si può dar.
Lasciate una battuta..»
Torniamo a incamìnciar.
Viva il valor deWarmi .
l'iva il (jiier riero invitto,
Che del ìiemico intrepido
Ci fece trionfar.
Adesso è andato bene. -
Amico^ tì saluto. -
Signore^ ben venuto. -
Che fate ?
Provo un coro.
Signori miei, perdonino. (ai Cori)
Fermatevi un momento. (,a Fis.)
Sentite che miracolo^
Sentite che portento : (levando di tasca una
E' un pezzo tiiUo comico carla^ecc.)
, Che un hniì'o dee cantar.
E un cìabattin girovago
Che vuol filosofar.
67/ i vuol p apri cete ? - Papuccie belle I
A buon mercato « Le vendo qua.
Ce n^ho pei (jiooanij - Per h zitelle
Per donne ed uomini ^ - Per ogni età,
GiUL. Quel vnghegqifio - Che nel passeggio
Il bet piedino - Brama mostrar ;
Quelf uom geloso, - Che in sentinella \
Sta della moglie.., - JhiI troppo bella!
Quel ficcanaso - Imperlinenle ^
Che va seccando - Tutta la gente...
Tengo papuccie - Di lìdia prov(fj
Che camminare - Patria sull'ova
Senza tir.wre - Di sdrucciolar.
Coro Yoi siete un genio - Particolar
GiUL. Voi lo vedete su oia comprate
Son tutte belle e lavorate.
Donne mìe care ce n~^ ho per tuUf,
Sìan dritte^ o zoppe, sian belle, o hi^n.i
Da calzolaio non vuo' burlar,,,
A buon mercato lo voglio dar.
Coro
Coro
Fjs,
Gril.
Fis.
Gril.
Fis.
Gril.
V]MMQ ?
Fis. Davvero è un pezzo comicp
Gril. C è del sale :
Fis. Ma dica:
E quando si \a in scena?
Gril. Si dice ai venti ^ ma non si aoderà.
Fis. Perchè?
Ori. Perchè il teatro^
Non è finito ancora.
Inoltre polvi manca il primo iiiusico.
La nostra prima donna
W innamorata cotta del tienpre.
Furori^ gelosie ; ^
Insomma non si studia.
Fis. Ma illibrelto è^finito ? '
Gri. E' finito, è revisto ed approvato. *
Fis. \iene l' avvisat/are, (guardando verso le scene)
Sentiam che v'è di nuovo. i^parla coU'avvisatorei
Ho capito - Signori, a mezzo giorno (ai coristi)
Si fa la prova dalla prima donna.
Si ricordino bene, che chi manca
Pagherà l^ penale. A rivederli. (i Coristi partono)
Andiam, signor poeta ? (prende musica e cappel.)
Gri. Eccomi: dove andate?
Fis. Yado in copisteria.
Gri. Io vado in casa della prima donna
Fis. Dunque là ci vedremo.
Gri. Si, CI vedremo. Addio.
Fis. Riverisco umihnente il padron mio. (partono)
SCENA IL
Sala in casa delia prinia Donna:
cembalo , carte di musica e sedie. -
GORILLA, indi FEDERI eo.
Cor. Alma rea 1 la più infelice
Son per te d ogni mortale,
E' per me già un nulla li monio...
Oh dolor che non ha eguale!
O ATTO
Ma il rimorso^ il pentimento
Fia the il tornino al mìo cor.
Ah! se m'ama il caro bene,
Qiial mag^gior felicità I
Più non sento le mie pene ,
Più bramare il cor non sa. —
Fed. Mia Gorilla.
Cor. Andate via. (sdegnosa)
FfiD. Ah perchè, diletta mia.
Mi fai sempre sospirar?
Cor. Perchè siete un incostante.
Fkd. No, mia cara, io sono amante.
Cor. Illa di chi?
Fed. Di voi, lo giuro.
Cor. Siete un perfido, spergiuro,
Non vi voglio più ascoltar.
Fed. Ah! crudeli ah donna ingrata!
Sei la fiera più spietata.
Che si possa mai trovar.
Cor. Menzognero. -
Fed. (Qual momento!)
Te sola quest'alma
Al cielo richiede 5
Per giusta mercede I
Di quanto soff*rì. ^
Queir ira deh ! cniina:
Deh! scorda il passato: ^
Potrai sol beato ^
Tu farmi così. -
Cor. Ho risoluto.
FtD. Ho risoluto anch' io.
Cor. Voglio crepar piuttosto che soffrire
Un amante infedele come voi.
Fed. Non vi rispondo.
Cor. Andate, andate pure
Dalla vostra contessa.
Io creperò.
Fed. Fate ciò che volete. -
Cor. Come , cosa , che dite? )
Siete un ingrato, un diavolo, una furia.
Più non ci vedo . . . ohimè ! . . .
Fed, Gorilla mia.
PKIMO
Cor. Lasciatemi.
Fed. Non so dove mi sia.
SCENA m.
Don GRILLETTO, e detti.
Gril.M' inchino a così bella eompagnln.
Fed. (Che importuno!)
Gril. Cos'è?
(Scena mula. Ho capito. )
Un di cosi facea (improvvisando)
La vaga Cilerea,
Ora fremente j or tenera ,
Ora sdegno saK or placida r,
Ma sempre bella ocjnor.
Cor. Non mi seccate.
Gril. Grazie, fo non mi offendo -
E lei, sig;nor Mordente , cosa dice?
Fed. Io dico che suonato è il mezzo giorno ,
Che non si vede alcuno,
E che non voglio fare
Il servitore agli altri.
Cor. I! signorino
S' annoia di star qua.
Fed. Io non m'annoio;
^ Ma la mia convenienza..... "
Gril. Zitti, zitti, signori, son qua tutti.
Fed. Oh manco male I
Cor. Ingrato. (a Fed.
SCENA iV.
FASTIDIO, violante; fischietto, i CORISTI e detti.
Fis. Mi perdoni, signora, se ho tardato.
Vio. M'inchino a lei. (a Cor.)
Cor. Son serva. Accomodatevi, (vio. siedo)
Fed. Manca il signor maestro.
10 ATTO
Fis. Viene a nìomealì. (mette la musica sul cembali)
Gpjl. Eccolo ptT r appunto .
Che frettoloso a noi rivol^^e ii piecle.
Guardale se non sembra uìì [^ariiinede.
SCENA V.
CÀMPANONE; in abito di gala e detti.
Cam. M.idamina, miei signori ,
Campanone a voi s' inchina.
Oueìla tenera manina
Deh! lasciatemi baciar, (a Cor.)
La gran scena è terminata, (a Fed.)
La vostr'aria è principiata. (a Cor.)
lo vi ho fatto il ritornello
Tutto nuovo e tutto bello...
C'è un cantabile a note trillate,.
Un allegro con gran sincopato^
E scommetto... scommetto la testa ,
Che un gran chiasso quest'aria farà.
Yi so dir, che nell'orbe terraqueo t
Pezzo egual non vi fu , nè vi sta.
Son qua, signori: cominciamo pure, (va al cemb.)
Fed. Dica, signor Fastidio:
Il degnissimo nostro primo musico
Quando viene alla piazza?
Fas. Il giorno dieci.
Cor. e quando si va in scena?
Fas. Il giorno venti.
Cor. Ma ciò non è possibile.
Cam, Scusatemi, signori ,
Lasciam questi discorsi :
In scena si anderà
Il giorno venti, o quando si potrà.
Gril.Dìcc bene il maestro.
FiiD. Che si prova?
Cabi. Proveremo Is scena istrumentata i
Che precede il quintetto.
Cor. Ah sii., ho capito.
Fki). S'intende scena sesta.
Gril. Queìhi appunto. >
Si prova anche il quintetto? |
PRIMO 11
Cam. Signora sì.
Fed. Mìa come s' ho dà fare.
Se mancano due parti principali ?
11 basso e il primo musico.
Cam. Ma perchè manca il basso?
Fas. Perchè è a letto ammalato.
Cam. Ebben rimedieremo.
Fischietto starà al cembalo,
Io canterò la parte del soprano,
E il nostro don Grilletto
Farà il favore di cantare il basso.
CbR. Canta lei pure?
Gril. Mi diverto*
Cam. Andiamoi
Attenti bene. A noi.
Dopo quella chiamata. . , . / grandi eroi.
Cor. Vincer tu speri invano
L^ostinato mio core.
Non potrò mai dal petto
Svelare Vimpres^sion del primo effetto.
Gril. Piano, signora piano: (prende la parte di
Corilla e le fa vedere che ha sbagliato)
Favorisca: qui dice:
Svellere Vimpression del primo affetto.
Cor. 0 svellere o svelare, affetto o effetto
E poi tutto lo stesso.
Cam. (Ho capito, ho capito.) Andiamo avanti.
Fed. Femmina imbelle , e puoi sprezzar cotanto
Del vincitor la mano ?
Pensa che sono
Cor. Amante noti ti temo^
Non ti curo sdegnato*
Fed. Mori dunque, crudel.
Gril. Ferma^ spietato.
Coro Ferma senti ^ arresta il colpo...
Cor. Qual momento I
Fed. Quale istante!
Coro Non ferir quel core amante j
Non usarle crudeltà.
Cor. Fed. (Son confus^^ palpitante j
Agitato il cor mi sta.
Vio. Gril. (È confusa^ palpitante^
12 ATTO
Jqilato il cor le sia).
Cam. Bravi ^ bravi : ya benissimo,
Son contento in verità.
Stiamo attenti. Il basso forte.
Piano g^li altri, a mezza voce.
a 4 {^Ih perchè, destino atroce.
Tu non hai dime pietà? )
C4M. Ora sorte il primo musico
Colla bella cavatina.
CoK. Fermi , fermi : mi perdonino , (alzandosi)
Questa cosa non può star.
Dica un poco ^ mio padrone , (a Cam,)
Perchè questa distmzione ?
Cam. Al poeta lo domandi. * ^
Gril. Lo domandi all' impresario.
Fas. Io non c'entro.
Cor. Ebbene , uditemi :
Yo^lio anch' io la cavatina.
Fed. Dice bene madamina ,
E mi posso anch' io lagnar.
Cari. Io non cambio.
Cor, Cambierete ;
Altrimenti sentirete
La vostr' opera fischiar.
Coro Ma, sij;nori , non gridate. ;
Fas. Seguitiam.
Cor. Non mi seccale.
Fkd. Io protesto la scrittura. (a Fas.)
Cor. Io vi dico a dirittura, (a Cam.)
Che non voglio più cantar, (straccia la musica)
Cam. Oh cospetto di un cannone 1
Questo affronto a Campanone ?
Non lo voglio sopportar. »
Fed. Impresario, vado via. »
Vio. Vado anch'io.
Fas. Signora mia ,
Non andate.
Cri. Qua restate :
Cambieremo.
Cam. Non signora.
a 7 (Dalla rabbia, dal furore
Io mi sento già crepar.)
Xlti I 8i confonde la mià testa ,
?r»iMO ff^.
Va g;iranclo il mio cervello y
Ho nel seno una tempesta ,
Ho nel core un Mon^ibello ,
Che mi brucia, che m'accende.
Che mi porta a delirar. (Tutu partonf
tranne Fas. Fis., ed i CorigtU
SCENA YJ.
FASTIDIO , FISCHIETTO ed i CORISTI.
FiS. Si^^nor maestro , ehi dico , signorine ,
Fermatevi, aspettate. Eh maledette
Tutte queste etichette I
Maledetto il momento ,
( he mi saltò nel capo
Di fare l'impresario,
Fis. Sìg^nore, a quel che vedo
E' finita le prova ,
E possono 1 coristi andar a casa.
Fas. Si, sì: vadano pure, (i coristi partono - Fis. li segut
portando seeo la musica)
O poveretto mei son rovinato.
Consumo il mio denaro,
Nessuno mi rispetta . . .
Oh sorte capricciosa e maledetta l (parte)
SCENA VII.
GORILLA e FEDERICO.
Cor. Son la Gorilla, e so|iq primft donn»;
Voglio essere distinta,
E Don sacrificata.
Fed. Siete sempre adirata?
Cor. Ne ho tutte le Taglioni.
Fed. Dunque vi lascio in pace. (ì» ^ttq di partire)
Coli. (Oh cìel ! costui m'incanta.) No: restate.
Feo. Credetemi, Conila, io son fed^je.
Cor. Ma la vostra contessa ?
Fkd. Io la stimo e non altro.
Cor. Ahi
Fed. C^' ^Y^i^ì
Cor. Presto mi lascerete?.
Fed» Oh no^, mio imi.
ili- ATTO
Aspetto la scrittura da Torino
Per me , e per voi.
Cor. Dite da vero? .
Fed. É certo
Cor. Dunque anderemo insieme?
Fed. Così spero.
Cor. Me lo prometti?
Fed. Ah sì ! dolce amor mìo.
Vado e in breve ritorno... Oh caral addio, (parte;
Cor. Veramente , il confesso.
Federico m' adora. Io qualche volta.
Per quella maledetta gelosia ,
A torto lo strapazzo:
Ma più non Io farò. Vediamo un poco
La scena e il mio rondò del second'atto.
(va a sedere al cembalo ripassando la musica^
SCENA Vili.
CAMPANONE e detta.
Cam. La signora, che fa la pretendente.
Esamina la musica...
Chi sa se la conosce. *
F'ingiam di non vederla.
Cor. Ecco il maestro.
Nemmen mi guarda. Legge. E' forse usanza
In una stanza entrare ,
Senza il padron di casa salutare ?
Cam. Risponder non mi curo (leggendo)
J lina femmina vana , ardita e sciocca.
Cor. Con chi parla, signore ?
Cam. Oh I lei mi scusi.
Stava attento leggendo
La scena delle carceri i
Ecco qua, dove dice: (mostrandole il libro)
Risponder non mi curo...
Cor. Lasciamo per adesso tal discorso ,
^ parliamo sul serio.
Io sono malcontenta
Di lei e della musica ; ha capito ?
Cam. Ho capito ! Ho capito !
Cor. Voglio un altro quintetto.
Cam. Ho capito!
PRIMO
Cor. Neir aria
Ci voglio il pertichino.
Cam. Ho capito.
Cor. e poi voglio un gran duetto
Col tenore.
Cam. Ho capito.
Cor. Se farà tutto questo
D' accordo noi sarem perfettamente.
Cam. Ho capito: ma già non faccio niente.
Cor. Come ? Corpo del diavolo l
Cam. Signora ^ non si scaldi ,
Che perderà la voce.
Cor. Sono la prima donna assolutissima.
Cam. Ho capito !
Cor. Lei deve contentarmi.
Cam. Ho capito 1
Cor. Lo faccia immantinente.
Cam. Ho capito , ma già non faccio niente.
Cor. Cospettone 1 Non so chi mi trattenga...
Cam. Ehi dico ^ madamina ^ si ricordi
Che so suonare il cembalo.
Cor. Come sarebbe a dire ?
Cam. Sarebbe a dire che ho le mani anch' io.
Cor. Ardireste?
Cam. I\o^ no... non ardirei;
Ma per tutto aggiustar vi sposerei ;
Cor. Ohi guardate che figura
Da pretendermi in isposal
Non è cosa, non è cosa ,
Vada il disvolo a sposar.
Ha la faccia pizzicata
Del color della frittata;
Quelle gambe, poverino.
Le ha rubate a un tavolino :
Quando fa da innamorato
Pare tutto sgangheralo;
Se lo prenda chi lo vuole.
Io di lui non so che far.
Cam. Ohi guardate che figura
Da negarmi per marìtol
Se mi crede scimunito
Or la vo' disingannar.
Ha la bocca fatta apposta
\% ATTO
Per servizio della posta:
Per il fiato, con rispetto ,
Sempre adopra il finocchietlo:
Ha le gambe sì perfette
Che le fan seltanlasetle.
Se la prenda chi la vuole.
Io dì lei non so che far.
Cor, Ha finito il signorino ?
Cam. Sono sempre al suo servìzio.
Lei mi dica, ha terminato?
Cor. Ora faccio un precipizio.
Ma che fusto!
Cam. Ma che fi^jlia!
a ^ (Oh che rabbia che mi piglia!..*
Ma 1^ voglio far crepar. )
Cor. Ma voi mi burlate - per farmi dispetto ,
Ed io qui mi metto - per rabbia a ballar.
Cam. Amici, l'ho detto - le gambe son storte.
Via balla più forte - ch'io possa guardar.
a 2 (La rabbia il veleno - che serpe nel seno.
Già il core m'accende, mi fa delirar.)(paHono)
SCENA IX.
Don GRILLETTO, FASTIDIO e FISCHIETTO.
Crii. E permesso ? ... Si può ? . • . Qui non v'è alcuno.
Sarà nella sua stanza.
Venite avanti. Via non v* affannate. (a Fa».)
Anderà lutto bene.
Lasciate fare a me, sono il poeta ,
E mi farò sentire.
Voglio prima di tutti
Parlare con Coriila , e voi mandate
A cercare il maestro.
Fas. Ma dove ritrovarlo?
Fis. L'ho veduto sortir da questa casa ^
Ed entrar nel caffé.
Fas. Va dunqtte presto,
E fallo qui venire. (Fis. pari.)
Grf. Allegri, all'egri.
Ho ritrovato il modo
Di contentarli tutti.
VhìUO i1
Ai caprìcci di quelli
Che, solo per iperbole,
Chiamansi virtuosi io sono avvezzo,
E tulli li derido e li disprezzo. (parte)
SCENA X.
FASTIDIO e CAMPANONE.
Cam. Son qua, sìg^nor Fastidio. Che volete?
Fàs, Or \ìen la prima donna,
E sì deve decidere d accordo
L* affare, del quiutetlo.
Cab. Vado vìa.
Fas. Perchè?
Cam. Perchè con bestie
A'on vojjiio contrastare.
Fas. Per carità restale ;
Se parlile di qua mi rovinate.
SCENA XI.
COUILLÀ, FEDERICO, Don GRILLETTO e detti.
Cor. Se la cosa è così, son contentissima, (a Gril.)
E canterò il quintetto.
Feo. Lo canterò ancor io.
Fas. Avete inteso? (piano a Cam.)
Cam. Ho inteso.
Gri. Orsù , signori.
Venite qua , sediamo ,
E de' nostri interessi discorriamo. (siedono tutti)
Parlo con voi, maestro. Qui si tratta
Di contentar la nostra prima donna.
Il musico non c'è, nè può sapere
Quello che avete scritto : onde direi
Di levare ...
Ca3I. Che cosa?
Cri. Levar la cavatina.
Cam. Non posso farlo.
Cor. Ed io non canterò.
Gri. Adesso: permettetemi; (avvicinandosi a Cani.)
Bisogna aver giudizio:
CoriUa ha del partito, e vi potrebbe . . .
Cam. Cederò per prudenza. — Signorina j (akandow)
18
Atto
Non sono già ostinalo, come erede ,
E voglio contentarla.
Cor. Dunque la leverete?
Cam. Sì , si , la leverò.
Cor. Ed io con grande impegno canterò.
Gri. Ecco tutto aggiustato. Andiamo a pranzo.
Fas. Andiamo.
Fed. No : fermatevi.
Dobbiamo andare insieme
A pranzare in campagna.
Cor. Andiamo a divertirci in compagnia.
Cam. In campagna staremo in allegria. (partone)
SGENA XII.
Campagna
•iORO dì CONTADINI e CONTADINE, indi PIPPETTO
e CHECCHINA.
Coro Compagni^ saltiamo;
Amici , cantiamo j
Che bella campagna ,
Che bella cuccagna
Quest'oggi si fa.
Evviva Pippetto !
Evviva Checchina 1
La cara sposina
Contenta sarà.
Più dolce diletto j
Più grato momento
II core contento
Di questo non ha
Il tempo si fa nuvolo.
Arrivan forestieri.
Saranno cavalieri
Che vengono alla festa.
Ma il cielo più s' intorbida.
Minaccia una tempesta.
Ah 1 fulmina ; fuggiamo ,
A casa ritorniamo;
Si vada via di qua. (fuggono)
(continua il temporale con lampi e fulmini ; vcdesi arrivar*
una carrom).
Che. Pip.
Che.
Pip.
Coro
Che.
Pip.
Tutti
PRIMO
SCENA xin.
CAMPATONE, FEDERICO, Don GRILLETTO, FASTIDIO
e GORILLA spaventata.
I Fatevi spirilo.
) Venite avanli.
{. Oh Dio ! reggetemi
). Son quiìj appoggiatevi.
La gran tempesta
Ora è cessata.
I. La mia parrucca
è ben bagnata.
I. Qualciie ristoro . . .
). Sì^ mio tesoro ,
Si ti-overà.
Ora che il cielo
Ritorna in cahna,
La pace all' alma
Ritornerà.
SCENA XIV.
PIPPETTO, CHECCHINA, COINTADINI e detti.
IO Allegri , allegri ;
Qua ritorniamo.
Signori belli
Vi salutianjo.
Presto, Checchina ,
Presto sposina ,
Quella signora
Vanne a inchinar.
Serva umilissima.
Brava^ bravissima!
Quella è un boccone
Per Campanone,
Ma mi conviene
Dissimular.
Siete la sposa?
Signore sì.
Me ne consolo.
(Eccolo li.)
Che bella mano I
Eh I non toccate.
Won dubitale.
(ì nchinandosi a Cor.)
(a Che.)
(fremendo)
90
Cam. Gm.
Cor.
Che.
Cor.
Coro
Cam.
a iy
Cai».
a 6
Cam.
Fed.
Tutti
Cor.
Cam.
Cor.
Cam.
Tutti
Cori
(frft ?ofo)
(avventandosi contro
(scostandosi)
Che. Gri. Fas.
rimasto senza fiato.
ATTO P|\lMa
Fas. Un aìtro turbine
In quello ggiiardo
Vedo destar.
Ah I bricconissìmo ....
In mia presenza
Siete capace ....
Scusi, eceel'enza.
Ma air insef sìbile^
Ali' inumaiìo
Questa mia mano
Farò provar, (gli dà uno schiaffo e tutti
Oh - che vedo! quasi tremo, restano sorpresi)
Fed. Cor
Son
E'
La tempesta che ha cessato
Par che torni a cominciar.
Oh che giorno !
Oh che gran fame!
1 Sento I' alma a poco a poco
^ Tutta foco - diventar.
.Se non mangio a poco a poco
i Qui svenuto ho da cascar.
Ho risoluto ;
Crude!, ti lascio !
No, no fermatevi.
Oh traditore l
Sen....to.,.. che... il... fio. ..re...
Man...can...do... va.
Andiamo a pranzo.
Indegno, infame.
Or dalla fame
Mi svengo qua.
Oh che giorno fatale e funesto I
Che momento terribile è questo l
Dalla rabbia già fremo, deliro;
Al dolore non reggo, sospiro,
E una fiera terribil tempesta
Nella testa - scoppiando mi va.
Ah, signori, non fate rumore.
Quel furore - tremare mi fai
FiisE dell'atto paiaio.
ATTO SECONDO
SCENA PiilMA
Il palco scenico del teatro nuovo in disordine.
FISCHIETTO, VIOLANTE ed i CORISTI, poi FASTIDIO ;
in fine CAMP ANONE, Don GRILLETTO, CORILLA e FEDERICO
Fis. Favoriscano qui, da questa parie (a Vio. ed ai Cor..
Yio. A quel che pare io son la prima. ,
Fi6. E vero:
Dopo l'orchestra^ è lei la prima.
Fas. Amici
Buona sera (una comparsa porterà lo spartito con tutte)
le parti. Fischietto lo pone sul tavolino)
Vio. Il tenor, la prima donna.
Il maestro, il poeta,
Non son venuli ancora,
E noi, seconde parli,
Siam destinate a far il servitore
A lutto il mondo; ma se un giorno anch'io'
Posso arrivar ad esser prima donna,
In parola d' onore
22 Atto
Tutto i! mondo esser dee mio servitore,
Cam. Oh ! oli ! siamo qua tulli.
Fas. Iliverisco.
Vio. Madama, ben trovata.
Come sta lei?
Cor. (tossendo) Hem IhemI sono raffreddata.
Cam. (La solita canzone
Di tutte le cantanti.)
Fas. Osservaste il teatro?
Fed. L' ilo veduto.
1/ architettura è beìla^ e se non sbaglio
Deve riuscir armonico.
Cam. Ma zitti (verso le genti che
Zilti per carità! lavorano)
Allrimenti la prova non si fa. (i lavoratori si fermano)
Cor. Dica, signor poeta: a questo dramma
Che titolo ci date?
Gri. Ettore in Trabisfìnda.
Fed. Come siamo vestiti?
Gri. Alla romana.
Fed. Alla romana? Oh diavolo I
Questo non è il carattere.
Gri. Che importa?
A queste piccolezze
11 pubblico non bada.
Cam. Siamo all' ordine ?
Possiam cominciar. (Gri. leva di tasca Io scartafaccio
Cor. Cosa si prova? deir Opera)
Cam. Prima la sinfonia vorrei provare.
Fis. Scusi, sig^nor maestro, nìu il copista
INon r ha portata ancora.
Cam. Maledetto!
Incominciamo adunque
Dalla gran marcia dopo li primo coro.
Attenti bene . . . Miei signori a loro.
qui segue la gran marcia con tutta T orchestra. I cantanti
avranno la loro parte in mano, i coristi pure. Fischietto si
metterà a suggerire la musica.)
Fkd, Fincemmo^ amici^ e Trabisonda ancora
Trema delle nostr' armi, i
E lUj superba doìina_, /
Mira i segnaci tuoi vinti e avvilili, *
SECONOO
Decisa è la tua sorte :
0 la mia mano^ o subirai la morie,
Vio. Cor. Le nostre laijrimej,
Pietosi Dei^
Nel cor vi destino
Qualche pietà.
Fed. No ! di voi^ perfidi,
Non ho pietà.
Coro Che fato misero I
Che crudeltà !
Gri. Bravo, maestro.
Caiii. Grazie I
Fed. Ora che se^^ue ?
Cam. L'aria della regina.
Cor. Oibò ! vien troppo presto: io non la canto.
Fas. Ecco un'altra questione.
Ori. Ma come s' ha da fare ?
Cor. Mettete prima un'aria
[)ella seconda donna.
Yio. io canto al second'atto.
Cor. Ohi mi perdoni,
Lei certo canterà
E dove e quando m'accomoderà.
Cam. In somma che facciamo?
Si prova, 0 non si prova?
Cor. Io vi ripeto,
Cile in questa situazione
Non canto l'aria.
Cam. Si trasporterà.
Coi\. Ora siamo d'accordo.
Fed. Proviam la mìa sortita^
Cam. Va hcn . . . Numero sei . . . Fregio , sig^nori ,
Di marcar bene il tempo. Attenti i Cori.
Fed. Fra breve in queste soglie addotta sia.
Si taccia a lei ch^Ettore io son„, partile.
Al fin ti rivedrò^ donna ^ pur tanto
Funesta e cara a quest^ anima mia !
Ersilia / . . . oh tu soave
Cura del pensler miei ^
Tu di tanto piacer sorgente sei.
Un giorno appien beato
Sperar ardisco ancora.
2^ Atto
Qiial giorno fortunato!
Qiial desiato ben !
Al fianco al mio tesoro ^
Unito al ben che adoro
Sarò felice appien.
Gri. (Umido 0 secco io so che stona e basta.)
Fis, Signori, dice il sarto,
Cile se il vestiario voi veder volete.
Basta che vi deg;niate di salire
Una piccola scala.
Fed. Lo vedrò volonlieri.
Yio. Io pure.
Cor. Anch' io . . .
Voglio veder se è fatto a modo mio.
( Fas. Cor. Fed. Vie. partono — Fis. ed i CorisU si ri-
tirano in disparte)
SCENA IL
Don GRILLETTO e CAMPANONE.
Giù. Ci hanno piantato qua . . •
Cam. Oh! che pazienza!
Parììamo in confidenza , . .
Un gran brutto mestiere
È quello del maestro.
Le paghe son miserie,
E tutti i virtuosi
Non son contenti mai.
Gri. Ma quello di potta è peggio assai. —
Per comporre un aramma serio
Quattro mesi ho consumato.
Trenta scudi ho guadagnato :
Dite voi come si fa ?
SECONDO
Ah! se Apollo non dà lena
La mia vena - seccherà.
Cam. Per quest' opera io guadagno
Cento ottanta colonnati;
E a qiiesl' ora ne ho mangiali
Quasi più della metà.
Ah I se manca la risorsa
La mia borsa - piangerà.
GRf. Oh! Minerva... sei crudele l
Cam. Oh I miseria ... sei fedele I
a 2 Per conforto a' mali miei ,
Deh 1 mandate, o sommi Dei,
Una pioggia di zecchini....
Contentate due meschini.
Che vi stanno ad implorar.
Gri. Giù le doppie I
Cam. Giù i zecchini!
Gri. Scudi almeno !
Cam. Almen quattrini!
a 2 Ah ! ah ! ah! noi siamo pazzi....
Sta a veder che piovo n sassi,
E ci fan scappar di qua.
Caro amico, concludiamo,
Che per noi non c' è fortuna ;
Ma speriamo... sì speriamo...
Forse un dì si cangerà... (partono)
Fis. Ehi , signori? fermatevi.
Buona notte alla prova.
SCENA in.
FEDERICO, GORILLA, FASTIDIO, VIOLANTE,
poi CAMPANONE, GRILLETTO, CORISTI ecc.
Fed. Oh ! che vestiario !
Che porcheria, che roba I
Cor. Un abito di lana io non lo porto
Se mi dan mille doppie.
Fas. Ma, cara, perdonate: ai tempi d'Ettore
La seta non si usava.
Cor. e cosa importa ?
Se non ce n' era allora
26 ATTO
Adesso se ne trova. Vog-lio il manto
Di raso o di velluto. (Cri. e Cam. entrano *in scena
leggendo una lettera; e dietro loro verrà il porta lettere)
Fas. Si farà.
Ma^ sig^nora^ proviamo in carità.
Cam. Ah ! ali ! ci ho gusto I '^i
Cor. , Ditemi Fischietto
E venuta la posta?
Fis. In questo punto.
Ecco là il portalettere. (tutti corrono dal porta
lettere il quale darà a ciascuno la sua. Fed. pagherà la sua
e quella di Cor. Fas. colla propria paga quella di Vio. )
Cor. Ve ne sono per me ?
Vio. Per me ne avete?
Fed. Quante di mie?
Fas. , Prendete: sette soldi.
Cri. Da dove vi si scrive?
Cam. Da Bologna e Venezia.
E a \oìì y^A. .
Gei. E a me da Napoli e Torino.
Fas. Chi vi ha scritto?
Vio. Un amico di Cremona.
Fed. Da dove è a voi diretta?
Cor. Da Verona.
. (meli 'intervallo del ritornello ciascuno aprirà la sua lettera
e si porrà a leggerla) ,
Cor. Corilla dilettissima!
Vio. Violante amabilissima!
Cam. Maestro preg-iatissimo !
Fed. Amico stimalissimo !
Fas. Fastidio mio carissimo!
Fis. Amico garbatissimo!
Gri. Sig-nore g-entìlissimo 1
Cor. Vi spedisco in un pacchetto
La pomata ed il rossetto;
E sospiro il bel piacere
Di potervi rivedere.
Vio. Io vi mando, mia carina.
Della tela sopraiTina;
Ed appena sarà fatto
Manderovvi il mio l ilratlo.
SECONDO %1
Cam. il tenore fu applaudilo, .
Ma lo nuìsica fischiiiia.
lo son stato compatito^
Queste son le novità.
Fed. Lo spettacolo è decente >
Ma però non ha incontrato :
L'impresario è disperato....
io non so come anderà. |[f ^j^^q
Gk!. La tardan7>a di un sog^^etto '
IVon ci fece andar in scena;
Questa volta ci scommelto
Che g-ran tìasco si farà.
Fas. La cantante Sassaiuidi
Vuol di pag-a mille scudi.
Fis. Preparate tre spartiti
Conosciuti ed applauditi;
Se del nolo son contento^
Ye li pago sul momento. ^ua'i
Cam. a Firenze gran fischiate.
Cor. Piace il buffo dì Verona.
YiR. Anche quello di Cremona. ' «
Fed. a Trieste pio^'e r opera.
Tutti Rallegriamoci di cuore 1
l\oi fi! remo gran furore^,
Alle stelle si anderà.
('or. Il baron ha g ran premura, (rileggendo la lettera)
Gii son grata in verità 1
Fed. E' venuta la scrittura...
Fra di noi si parlerà
Cam. a Milano gran spettacolo. ' : luv i(i
Fed, a Yenezià piace T Opera. ; ^ (?I .kì,:)
Cri. a Torino bel scenario : Ifi ìBiH
Tutti llallegriamoci^ impresario^ ,i?iO
Mallegriamoci di cuore; . ^
I^oi faremo gran furore^
Alle stelle si anderà.
Cam. Presto^ presto^ signori!
Lasciamo andar per ora
Tutte le novità.
Seguitiamo la proTa. A lei ^ madama ^
Proviamo il suo rondò.
Cor. Come volete.) i
lo i/Àk lo so a memoria
28
ATTO
Gri. Ebben : dunque possiamo
Metterlo ancora m scena. Attenti bene, (i coristi e
L'azione rappresenta... gli attori si avanzano)
Allorché la Regina ,
Spinta , da non saprei qual tentazione ,
Conduce alla battaglia
Un' armata di vaglia
Per liberare Ettorre j
Che venne confinato in una torre.
Fed. Come , comel che dite? Ed io non devo
Assistere al suo pezzo?
Gri. Non si puote.
Fed. Perchè?
Gri. Siete in prigione.
Fed. Questa non è ragione
Che mi soddisfi... voglio entrarci anch' io.
Gri. Ma...
Fed. Son pruno tenore e tanto basta.
Voglio quello che voglio.
Cam. Cosa vuoi far , Grilletto mio? pazienza.
Gri. Ma per un suo capriccio
Dovrò fare un pasticcio ?
Cam. Via non andar in (filerà... (prendendolo a part«)
Senza incolpar degli uomini i capricci...
I drammi cosa son?... tanti pasticci.
Gri. Tutto per vostra colpa.
Cam. Ehi via... buffone I
Noi cerclìiam novità.
Gri. Sì , ma il baule
Di voi parla il contrario.
Cam. Io scrivo colbaul... tu col rimario.
Fas. Ma via y signori miei.
Gri. Non metto in scena.
Cam. No?
Gri. No...
Cam. Ben lo face' io.
Ma manca il primo musico.
Fas. Non serve , io sarò quello
Cam. Andiam dunque... Voi qua... voi là in quel posto.
Gorilla qui con lancia e scudo in mano...
I corni in grande... andiam... forte e poi piano. —
Cor- Ai suo tramonto è giunta
Del (jrande Ettor la fama- A voi coufjmnta,
Tornar a libertade io spero ancora
L^oggelto che il mio cor ama ed mdora.
Ma fia stanco , lo spero »
Il variar della sorte ; e al fin sereno
Verrà quel di, che lieta ad esso in grembo
Diraderà de'' nostri mali il nembo.
Quandoy o core^ a te ridenti
Splenderan del sole i rai^
Con piacer ti sovverrai
Di quel nembo che passò.
La mia gioja in quei momenti
Con famor dividerò.
Ah! sì; di nuova speme
Un raggio in cor mi splende :
// cor che oppresso geme
Felice appien sarà;
E tante rie vicende
La gioja sperderà»
Fas. Brava, braya^ Gorilla.
Gril. Bella musica!
Fed. Mi consolo con voi!
Cam. ^ Eh! bagattelle !
Vio. Questa deve piacere. (una comparsa porterà un
invoUo di musica e lo darà a Fis.)
Fas. Così spero.
Fis. Ecco la sinfonia.
Cam. Via! meno male!
Vi son tutte le parti?
Fis. Sì, signore.
Cam. La proveremo subito.
Cor. Ehi Fischietto?
Ordinatemi un punch:
Mi sento indebolita.
Fed. Un altro anche per me.
Vio. E per me ancora.
Fis. All' istante li servo. (parte)
Cam. Son qua da lor, signori. Uniti: andiamo.
Zitti. - Forte la prima; incominciamo. - (Ritornerà
Fis. con un giovane del caffè il quale porterà tre punch)
Lara ! - piano , pianissimo.
Va bene - sforzatissimo.
50 ATTO
Le viole ben legale,
Con espression - sforzate.
Ijnran , laron , larà.
Violini dolci assai :
Sforzalo il conlrabbasso
Timpani - che bel passo!
Unìli - oh che beli' estro 1
Va ben ?
Tutti ^ Bravo maestro !
CA9I. e tutta novità -
Crescendo - ben sforzato.
Che orchestra! son beato^
Di meglio non si dà, / ; v
Tutti Evviva! bella musica, Ts^^iy^ ^{ %
Di meglio non si dà, '
Cam. Oh! il gran capo d'orchestra!
Che bravi suonatori! che complesso! (una comparsa
reca uAa lettera a Fas.)
Sono incantato... evviva!
Laran, laran, lan, laii.... Oh! che bel passo!
Che vi pare?
Gril. Ma bravo Campanone. ' ".^
Cam. Sono un vero cannone _ ^^'^
Che spara semicrome e tutte belle. ^'
Fed. Quest'opera ha d'andar fino alle stelle.
Fas. Allegri, allegri - il musico è arrivato
Gril. E quando? , .ry/d ,P4Ì
Fas. In questo plinto. .maì*
Cam. Dunque possiam lasciare, ij no« ìf
E la prova a domani trasportare. .^fi
Fas. Benissimo. .foi*! r ^ .^^ ■'^\: ^
Fis, Signori delTorchestra
Vadano pure a casa. i -t'^ìI vì:
Cor. ^Dìco, impresario : è fatto il carlellone?
Fas. E fatto ed è stampato.
Cor. Vorrei vederlo.
Fas. Subito. Ehi maestro ?
Mostrate alla signora
Il nostro cartellone.
Cam. Ora la servo.
Eccolo qua , guardate.
Cor. No ; leggetelo forte.
C\M. Dite bene.
SECONDO
Sìjjnorì virtuosi,
È questo il cartellone.
Io ve Io leg-g^e... Zitti , ed attenzione.
In occasione etcetera.
Dell' apertura etcetera
Si rappresenteranno
Due aramniì serj in musica.
Il primo avrà per titolo
Ettore in Trabisonda,
Con musica nuovissima
Del maestro Campanone.
Tutti Va bene, va benone.
Cam. Ma non m' interrompete.
Tutti Leg;gete, via leggete^
Che ognuno tacerà.
Cam. Prima donna assoluta
Corilla Tortorini,
Primo soprano etcetera
Vittorio Milanlini.
Primo tenore .... in mezzo
Fed. Vediamo... va benissimo
Cam. e gli altri poi con ordine
Secondo l'uso al solito
, Come vedete qua.
Tutti E tutto fatto in regola
Nessun si lagnerà.
Fas. Amici, il giorno venti
Si deve andar in scena.
Tutti Non vi prendete pena.
Quel giorno s' anderà.
Vio. Vi raccomando l'aria.
Cor. Pensate a quel quintetto.
Fed. Ci vuol un nel dueuo.
Gri. Pensate a un bel scenario.
Tutti E allora l'Impresario
Gran nome si farà.
Fed. a le, Corilla mia.
Oggi mi stringa imene.
Cor. Reggere a tanto bene
Quest'anima non sa.
Tutti Tal nodo augurio sia
Che il dramma bene aiìdrà.
5^ ATTO SECONDO
Cor. O^^eito tenero
D' un puro affetto,
Ti posso slrìnjjere
A questo petto :
Amor propizio
Ti rende a me.
Mi scende all' anima
Piacer sì grato.
Che de' miei palpiti, .
Del duol passato
Fin la memoria
Scordar mi fè.
Gli altri Un dì sì amabile
Così bealo
Mille delizie
Racchiude in sè.
FIN K.